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Connessione con la natura: tornare a casa nel mondo vivente

Perché il tempo trascorso nella natura è un'autentica pratica spirituale che molte persone trovano rassicurante, e come approfondire il semplice gesto di stare all'aperto trasformandolo in qualcosa di più significativo.

4 min di lettura

Per quasi tutta la storia umana, la nostra specie ha vissuto immersa nel mondo naturale: le giornate scandite dal sole e dalle stagioni, i sensi sintonizzati sul vento, sull'acqua e sulla vita delle altre creature. Solo di recente, nelle ultime generazioni, la maggior parte di noi si è trasferita al chiuso, in scatole climatizzate illuminate da schermi, quasi del tutto isolate dal mondo vivente che ci ha generati. Qualcosa in noi soffre di questa separazione, spesso senza che ne conosciamo la causa. E molte persone sentono qualcosa in sé distendersi e ammorbidirsi quando ritornano. Il tempo nella natura non è un semplice passatempo piacevole. È, in tutte le culture e lungo tutta la storia, una delle pratiche spirituali più accessibili e profonde che esistano, qualcosa che i nostri antenati comprendevano senza che ci fosse bisogno di spiegarlo.

Che effetto ha la natura su di noi

L'esperienza di innumerevoli persone va nella stessa direzione. Molte persone trovano che trascorrere del tempo in ambienti naturali le aiuti a sentirsi più calme, sollevi l'umore e affini l'attenzione. La pratica giapponese dello shinrin-yoku, o bagno di foresta, che consiste semplicemente nel passare del tempo tra gli alberi senza fretta e con attenzione, è molto diffusa e spesso descritta come calmante e rigenerante. Anche un contatto breve aiuta: alcuni studi hanno rilevato che una breve passeggiata in un parco, o perfino la sola vista degli alberi da una finestra, migliora l'umore e le funzioni mentali rispetto a contesti urbani o al chiuso. Sembriamo fatti, nel profondo, per il mondo naturale: esserne privati ha un costo silenzioso, che il ritorno alla natura allevia. Il nostro sistema nervoso, a quanto pare, riconosce il mondo vivente come casa.

Più di un toccasana per la salute

Eppure ridurre la natura a un elenco di benefici per la salute significa perdere il suo dono più profondo. Il tempo nel mondo naturale è una delle porte più sicure verso la meraviglia, quella sensazione di essere una piccola parte di qualcosa di immenso e stupefacente. Sotto alberi antichi, davanti al mare, sdraiati sotto le stelle, ci ricordiamo, con il corpo più che con i ragionamenti, che apparteniamo a un tutto vivente molto più antico e più grande delle nostre preoccupazioni umane. Il mondo naturale rimette le nostre preoccupazioni nella giusta proporzione. Non ci convince a lasciar perdere le ansie con argomentazioni; semplicemente le fa sembrare minuscole, con delicatezza, grazie alla sua vastità, alla sua bellezza e alla sua indifferenza verso i nostri piccoli drammi. Ecco perché quasi ogni tradizione spirituale ha mandato i suoi ricercatori nella natura selvaggia, nel deserto, sulla montagna, nella foresta. La natura è il luogo in cui l'io che si aggrappa si acquieta e si può percepire un senso di appartenenza più ampio.

Un esempio

Esausta e ansiosa per la vita in città, Elena ha iniziato, quasi per disperazione, una pratica molto semplice: ogni mattina, prima di prendere in mano il telefono, usciva per dieci minuti, con qualsiasi tempo, e si limitava a prestare attenzione: al cielo, all'aria sulla pelle, agli uccelli, alla luce che cambiava. All'inizio le sembrava l'ennesima cosa da fare. Ma nel giro di qualche settimana era diventata l'àncora della sua giornata. Per la prima volta da anni si è accorta del lento avvicendarsi delle stagioni. L'ansia frenetica del mattino si scioglieva all'aria aperta. Si sentiva, in un modo che non riusciva bene a spiegare, meno sola, come se si fosse ricordata di far parte di qualcosa. Non era successo nulla di straordinario. Aveva semplicemente smesso di chiudersi fuori dal mondo vivente, e il mondo vivente, come fa sempre, l'aveva riaccolta.

Approfondire la pratica

Per trasformare il tempo all'aperto in un'autentica pratica, l'ingrediente fondamentale è l'attenzione. Chiunque può attraversare un parco perso nei propri pensieri; la pratica consiste nell'arrivare davvero, nel coinvolgere pienamente i sensi, nel notare le consistenze, i suoni, i profumi e le immagini specifiche del mondo vivente che ti circonda. Lascia il telefono in tasca. Muoviti abbastanza lentamente da riuscire a vedere. Lasciati incuriosire da un albero in particolare, da un uccello, dalla forma delle nuvole. Potresti sederti in silenzio, con regolarità, in uno stesso angolo di natura e osservare come cambia. Oppure potresti semplicemente uscire ogni mattina, come Elena, e prestare attenzione prima che la giornata ti reclami. Comunque tu scelga di farlo, l'invito profondo della connessione con la natura è sempre lo stesso: uscire dal piccolo mondo chiuso delle preoccupazioni umane e ricordare, con tutto il corpo, che sei una creatura vivente tra innumerevoli altre, a casa in un mondo meraviglioso.

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