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Perché sogniamo: scienza del sonno e significato

Che cosa accade nel cervello addormentato, come il sonno REM e il consolidamento della memoria plasmano i nostri sogni, le principali teorie scientifiche e quale spazio resta al significato personale.

4 min di lettura

Ogni notte lasci il mondo ordinario ed entri in un altro, dove i morti possono parlare, le case hanno stanze impossibili e puoi volare, fuggire da un pericolo o sostenere un esame per cui non hai mai studiato. Poi arriva il mattino, e quasi tutto svanisce. Gli esseri umani si interrogano su questo viaggio notturno da quando esistono. Le culture antiche vedevano nei sogni messaggi degli dèi o degli antenati; la scienza moderna li considera qualcosa che il cervello fa mentre dorme. Entrambe le visioni hanno qualcosa da insegnare, e questo articolo ripercorre ciò che i ricercatori hanno davvero scoperto e dove il significato trova ancora spazio.

La notte ha un ritmo

La scienza moderna del sogno nasce nel 1953, quando Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman, all'Università di Chicago, notarono che gli occhi di chi dorme guizzano periodicamente avanti e indietro sotto le palpebre chiuse. Chiamarono questa fase sonno a movimenti oculari rapidi, o REM, e scoprirono che le persone svegliate in quel momento riferivano di solito sogni vividi. Oggi sappiamo che il sonno procede per cicli di circa novanta minuti, passando dal sonno leggero al sonno profondo a onde lente e poi al REM, da quattro a sei volte per notte. Le fasi REM si allungano verso il mattino, ed è uno dei motivi per cui i sogni che ricordiamo provengono di solito dalle ultime ore prima del risveglio. Durante il REM il cervello è straordinariamente attivo, mentre i principali muscoli del corpo vengono temporaneamente disattivati: un accorgimento sensato che ci impedisce di mettere in atto i nostri sogni. Si sogna anche al di fuori del REM, ma i sogni REM tendono a essere i più narrativi ed emotivi.

Sonno e memoria

Una delle scoperte più chiare della scienza del sonno è che dormire ci aiuta a ricordare. Durante il sonno profondo il cervello sembra rivivere le esperienze recenti e trasferirle gradualmente dall'ippocampo, un deposito a breve termine, a reti a lungo termine nella corteccia. Chi dorme dopo aver imparato qualcosa, in genere, lo ricorda meglio di chi resta sveglio per lo stesso tempo. Il sonno REM sembra particolarmente coinvolto nei ricordi emotivi e nella formazione di collegamenti liberi e creativi tra le idee. Alcuni ricercatori ipotizzano che il sognare rifletta questo lavoro di riordino, il che spiegherebbe perché i sogni mescolano gli eventi del giorno prima con vecchi ricordi in combinazioni così strane. Questo quadro è ben supportato nelle sue linee generali, anche se il rapporto esatto tra sogni ed elaborazione della memoria è ancora in fase di definizione.

Le teorie sul perché

Non esiste ancora un'unica risposta condivisa alla domanda sul perché sogniamo. Sigmund Freud, nell'Interpretazione dei sogni, pubblicata a cavallo del Novecento, definì i sogni la via regia verso l'inconscio e li considerava desideri travestiti. Nel 1977 gli psichiatri Allan Hobson e Robert McCarley proposero l'ipotesi dell'attivazione-sintesi: durante il REM il tronco encefalico si attiva e il cervello superiore intreccia una storia per dare un senso a quei segnali. Il ricercatore finlandese Antti Revonsuo ha suggerito che i sogni ci permettano di provare in sicurezza le risposte alle minacce. Altri studiosi sottolineano la continuità, ossia l'osservazione che i sogni riflettono in gran parte le preoccupazioni, le persone e le emozioni della vita da svegli. Queste visioni si sovrappongono più di quanto si contrappongano, e la maggior parte dei ricercatori ne accoglie elementi di diverse.

Un esempio

Ruth, infermiera, sognava di continuo di cercare, in un corridoio d'ospedale senza fine, una stanza che non riusciva mai a trovare. In parte si aspettava di scoprirvi una qualche profezia nascosta. Quando iniziò a leggere qualcosa sul sonno, trovò una spiegazione più semplice e più gentile. Da mesi i suoi turni erano estenuanti, e il suo cervello, sognando, ripercorreva la trama emotiva delle sue giornate: la fretta, la sensazione di non arrivare mai davvero. Saperlo non rese il sogno privo di significato. Lo rese sincero. Parlò del suo carico di lavoro con la sua responsabile, e nelle settimane successive il sogno del corridoio tornò a farle visita sempre più di rado.

Dove trova posto il significato

La scienza spiega come si formano i sogni, ma non stabilisce che cosa significhino per te. Poiché i sogni sono fatti dei tuoi ricordi, delle tue emozioni e delle tue preoccupazioni, rifletterci può offrirti una finestra davvero utile sulla tua vita interiore, anche se non sono messaggi che arrivano dall'esterno. Non ci sono prove valide che i sogni predicano il futuro, e un sogno non è né una diagnosi né un ordine. Ciò che può essere è una lettera notturna da quelle parti di te che restano all'opera mentre dormi. Annotare i tuoi sogni nel Diario dei sogni e notare quali sensazioni e immagini ritornano è un modo semplice per cominciare a leggere queste lettere.

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