Base di conoscenza

Sogni ricorrenti e incubi

Perché alcuni sogni continuano a tornare, che cosa potrebbero elaborare gli incubi, come la ripetizione immaginativa può riscriverli con delicatezza e quando è il momento di chiedere aiuto a un professionista.

4 min di lettura

Sei di nuovo a scuola e c'è un esame per cui hai dimenticato di studiare. Oppure qualcosa ti insegue lungo una strada buia e le gambe non si muovono. O ancora i denti ti si sbriciolano in mano. I sogni ricorrenti e gli incubi sono tra le esperienze notturne più comuni e più inquietanti. Possono lasciarti addosso un turbamento che dura ben oltre il risveglio, e la ripetizione può dare l'impressione di un messaggio che non è stato possibile comprendere. Questo articolo esplora perché questi sogni ritornano, che cosa può aiutare e come capire quando è il momento di chiedere sostegno.

Perché i sogni si ripetono

Quasi tutti hanno avuto almeno un sogno ricorrente, e alcuni temi compaiono in moltissime culture: essere inseguiti, cadere, arrivare in ritardo o impreparati, perdere i denti, non riuscire a trovare un bagno o una stanza. Chi studia i sogni ricorrenti osserva che tendono a presentarsi nei periodi di stress e spesso riguardano preoccupazioni o conflitti non ancora risolti. Secondo molti di coloro che lavorano con i sogni, un sogno ricorrente è come una lettera che continua a essere recapitata finché qualcuno non la apre. È una metafora, non un dato scientifico, ma corrisponde a qualcosa che molte persone raccontano: quando la situazione di fondo cambia, spesso il sogno svanisce o si trasforma insieme a essa.

Che cosa sono gli incubi

Un incubo occasionale fa parte della normale esperienza umana, soprattutto nell'infanzia e nei periodi difficili. Gli incubi sono sogni vividi e spaventosi che di solito ti svegliano dal sonno REM, spesso nella seconda metà della notte, lasciandoti un ricordo nitido di ciò che è accaduto. Stress, mancanza di sonno, malattie, alcuni farmaci e l'alcol possono renderli più probabili. Molti studiosi del sonno ritengono che i sogni ci aiutino a elaborare le emozioni, e gli incubi potrebbero essere ciò che succede quando questa elaborazione viene sopraffatta. Gli incubi successivi a un trauma sono un'altra cosa ancora. Spesso ripropongono fedelmente l'evento, o le sensazioni legate a esso, e meritano un'attenzione particolare anziché esperimenti fai da te.

Riscrivere il sogno: la ripetizione immaginativa

Un approccio ben noto per lavorare con gli incubi che ti turbano è sorprendentemente semplice. La terapia di ripetizione immaginativa (Imagery Rehearsal Therapy), sviluppata dal ricercatore del sonno Barry Krakow e dai suoi collaboratori, si pratica da svegli. Scegli un incubo, possibilmente uno più lieve per cominciare, e scrivilo. Poi cambia la storia come preferisci: il mostro diventa piccolo, compare una porta, la strada buia si riempie di luce o il finale si fa sereno. Non serve che la nuova versione sia eroica, basta che sia diversa. Per qualche minuto al giorno ripeti il nuovo sogno nella tua immaginazione, nel modo più vivido possibile. Molte persone scoprono che, nel giro di qualche settimana, l'incubo si presenta meno spesso o perde intensità. La ripetizione immaginativa è raccomandata dalle linee guida della medicina del sonno e, nel caso di incubi legati a un trauma, è meglio praticarla con l'aiuto di un terapeuta formato.

Un esempio

Laura faceva lo stesso incubo diverse volte al mese: era intrappolata in uno scantinato che si allagava e non riusciva a trovare le scale. Cominciò a registrare ogni episodio nel suo Diario dei sogni, contrassegnandolo come Ricorrente. Rileggendo le voci tutte insieme, si accorse che il sogno arrivava quasi sempre nelle settimane in cui il lavoro si accumulava e lei sentiva di non poter dire di no. Provò la ripetizione immaginativa, riscrivendo il sogno in modo da notare una finestra, aprirla e uscire in un giardino tranquillo. Ripeteva la nuova versione per qualche minuto ogni sera. Il sogno dell'allagamento tornò altre due volte, poi smise. Nel frattempo aveva anche cominciato a dire di no al lavoro, e forse questo ha aiutato altrettanto.

Quando chiedere aiuto

Il lavoro su di sé ha i suoi limiti, ed è importante conoscerli. Parla con un medico, uno specialista del sonno o un professionista della salute mentale se gli incubi si presentano diverse volte alla settimana, se hai cominciato ad avere paura di addormentarti, se durante il giorno ti lasciano senza forze o in uno stato di angoscia, oppure se sono legati a un'esperienza traumatica. Lo stesso vale se mentre sogni urli, scalci o ti muovi in modo violento, o se chi dorme con te nota un russare forte e delle pause nel tuo respiro, perché possono essere segnali di disturbi del sonno che un medico dovrebbe valutare. Esistono trattamenti efficaci, dalla ripetizione immaginativa alla terapia focalizzata sul trauma, fino agli interventi per l'insonnia. E se le tue notti o le tue giornate dovessero mai farti sentire non al sicuro, contatta una linea di ascolto per le crisi o i servizi di emergenza della tua zona. Chiedere aiuto non è un fallimento del lavoro interiore. Ne fa parte.

SpirAI è un'app per riflettere su di sé. Nulla di ciò che trovi qui predice il futuro o sostituisce l'assistenza medica o psicologica.

Altro da esplorare

Vai più a fondo con Musa

Porta in una conversazione ciò che hai notato qui. Iniziare è gratis e non serve credere in nulla.

Scarica SpirAI da Google Play