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Il respiro e il sistema nervoso: come sono collegati

Uno sguardo alle idee alla base di molte pratiche di respirazione, inclusa l'espirazione lenta, e al perché molte persone apprezzano qualche minuto di respirazione.

4 min di lettura

A questo punto potresti aver notato un unico schema che attraversa in silenzio tutte le pratiche di respirazione di questa categoria: rallenta il respiro, allunga l'espirazione, procedi con delicatezza e senza forzare, e molte persone trovano che il corpo inizi a distendersi. Non è una coincidenza, e non è nemmeno la semplice tradizione che ripete per inerzia una vecchia abitudine. Alla base di tutto c'è una fisiologia affascinante e sempre più studiata, e comprenderla può trasformare queste pratiche da atti di fede o di speranza in qualcosa a cui puoi avvicinarti con curiosità consapevole anziché con cieca fiducia. Questo articolo racconta la scienza che sta sotto il respiro, e vale la pena conoscerla.

I due rami

Il tuo corpo funziona grazie a un sistema di controllo automatico chiamato sistema nervoso autonomo che, per quello che ci interessa, ha due rami principali che agiscono in modo molto simile all'acceleratore e al freno di un'auto. Il ramo simpatico è l'acceleratore: accelera il battito cardiaco, tende i muscoli, rende l'attenzione più acuta e ristretta, rilascia gli ormoni dello stress e prepara tutto il corpo a combattere o a fuggire davanti a una minaccia. Il ramo parasimpatico è il freno: rallenta di nuovo il cuore, rilassa i muscoli e si occupa, in sottofondo, del lavoro silenzioso ed essenziale della digestione, della riparazione, della crescita e del riposo. In una vita sana e ben regolata, questi due rami si danno il cambio in modo fluido e appropriato per tutto il giorno. In condizioni di stress cronico e incessante, però, l'acceleratore resta di fatto bloccato a metà corsa, e il corpo passa raramente, o forse mai, del tutto alla sua modalità di riparazione e recupero.

Ecco il punto cruciale. Non puoi semplicemente ordinare in modo consapevole al tuo cuore di rallentare, né imporre al tuo intestino di rilassarsi e digerire. Questi sistemi non accettano istruzioni verbali dirette. Ma hai un punto di accesso straordinario, quasi magico, a tutto questo sistema automatico: il respiro. È l'unica grande funzione autonoma che passa anche completamente sotto il tuo controllo volontario ogni volta che scegli di prendere il volante. Attraverso il respiro puoi raggiungere in silenzio il cruscotto che il resto di te non può toccare.

Il nervo vago e il potere dell'espirazione

Il protagonista di tutto questo è il nervo vago, il lungo nervo errante che trasporta la grande maggioranza dei segnali parasimpatici, quelli calmanti, avanti e indietro tra il cervello e gli organi del corpo. Ed ecco il dettaglio più importante in assoluto, quello che spiega quasi ogni tecnica di respirazione calmante mai insegnata: il freno agisce con più forza durante l'espirazione che durante l'inspirazione. Quando espiri lentamente, l'attività vagale aumenta e la frequenza cardiaca scende leggermente; quando inspiri, l'attività vagale cala e la frequenza cardiaca risale. È proprio per questo che ogni pratica che placa e calma (la respirazione quadrata, la respirazione a narici alternate, la semplice respirazione lenta, tutte quante) mette l'accento su un'espirazione lunga, fluida e senza fretta. Stai appoggiando, deliberatamente e con abilità, il tuo peso sul freno naturale del corpo.

I ricercatori misurano la flessibilità e la salute complessive di questo sistema attraverso la cosiddetta variabilità della frequenza cardiaca, la sottile e sana variazione del polso da un battito all'altro. La respirazione lenta e consapevole è una pratica di lunga data che molte persone trovano utile per passare con fluidità tra sforzo e riposo. Respirare a un ritmo di circa cinque-sei respiri al minuto, molto più lento dei consueti dodici-sedici a cui va la maggior parte di noi, sembra centrare una sorta di punto di risonanza ideale, in cui i ritmi naturali del cuore e del respiro iniziano a rafforzarsi a vicenda e l'effetto calmante sull'intero sistema raggiunge il suo massimo.

Un esempio

Quando la dottoressa Owusu, medica in piena attività e sempre molto impegnata, si imbatté per la prima volta nella respirazione lenta, era francamente scettica: le sembrava troppo semplice ed economica per fare davvero la differenza per le persone intorno a lei che si sentivano stressate. Così decise di provarla prima su se stessa, con cinque minuti di respirazione lenta e consapevole due volte al giorno, e notò, nel giro di qualche settimana, un crescente senso di calma e una reazione più dolce allo stress quotidiano. A convincerla, alla fine, non fu l'elegante teoria, ma i semplici dati che poteva leggere al proprio polso. Iniziò a condividere la pratica con amici e colleghi come un semplice strumento da portare sempre con sé, che non costava assolutamente nulla ed era sempre disponibile nel momento in cui volevano un attimo di calma.

Cosa portare con te

Non hai bisogno di imparare a memoria l'anatomia né di ricordare i nomi dei nervi. La lezione pratica che sta sotto tutto questo è semplice, duratura e davvero liberatoria: molte persone trovano che una respirazione lenta e delicata, con un'espirazione lunga e morbida, le aiuti a sentirsi più calme e meno stressate, qualunque sia il loro credo. Ogni singola pratica di respirazione di questa categoria è, in fondo, solo una porta diversa che conduce a questa stessa fisiologia. Ora sai perché funzionano. E per la maggior parte delle persone, questa comprensione si rivela proprio ciò che finalmente le spinge a praticare.

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