Il nadi shodhana, una tecnica yogica classica per calmare e riequilibrare la mente: come si pratica e uno sguardo onesto su ciò che può e non può fare.
Tra le molte pratiche respiratorie che lo yoga ha affinato nel corso dei secoli, una spicca per la stabilità calma, equilibrata e serena che tende a produrre: il nadi shodhana, di solito tradotto come respirazione a narici alternate o, talvolta, come «respiro che purifica i canali». La prima volta che lo incontri sembra un po' strano, con una mano sollevata delicatamente verso il viso e chi lo pratica che respira da una sola narice alla volta. In realtà è davvero delicato, del tutto sicuro per quasi tutti e, per moltissime persone, sorprendentemente calmante. È una pratica particolarmente adatta ai momenti in cui la mente sembra dispersa, frammentata o spiacevolmente tirata in due direzioni contemporaneamente.
La tecnica è un ritmo tranquillo che coordina il respiro con una posizione della mano semplice e ripetuta. Con il pollice e l'anulare di una mano, di solito la destra, chiudi una narice alla volta seguendo una sequenza regolare.
Chiudi la narice destra con il pollice e inspira lentamente e in modo fluido dalla narice sinistra, che resta aperta. Al culmine dell'inspirazione, chiudi la narice sinistra con l'anulare, solleva il pollice dalla destra ed espira lentamente dalla narice destra. Poi inspira da quella stessa narice destra, richiudila al culmine dell'inspirazione, libera la sinistra ed espira dalla sinistra. Questa sequenza completa forma un ciclo: dentro dalla sinistra, fuori dalla destra, dentro dalla destra, fuori dalla sinistra. Continua così per diversi cicli, mantenendo il respiro lento, silenzioso e del tutto privo di sforzo per tutto il tempo.
Se all'inizio la posizione della mano ti sembra scomoda e ti distrae, è del tutto normale e passa in fretta. Dopo pochi cicli diventa automatica, la mano sa da sola che cosa fare, e l'attenzione è libera di posarsi dolcemente sul ritmo delicato e alternato del respiro.
Secondo la visione yogica, questa pratica equilibra i due principali canali energetici sottili del corpo, ida e pingala, associati rispettivamente al lato rinfrescante e calmante della nostra natura e a quello riscaldante e attivante. Non serve accettare alla lettera questo modello tradizionale per provare la pratica. Ciò che si può dire con molta più semplicità e sicurezza è questo: la tecnica richiede un respiro lento, controllato e delicato, unito a un'attenzione quieta e sostenuta, e questi due ingredienti da soli sono ciò che molte persone trovano calmante, qualunque sia la metafisica. Alcuni piccoli studi hanno esaminato parametri come lo stress, l'attenzione e la variabilità della frequenza cardiaca dopo una pratica regolare; i risultati finora sono modesti e preliminari, ed è meglio accoglierli con cautela. In tutta onestà, il nadi shodhana è una pratica delicata e strutturata che molte persone trovano piacevole e capace di favorire la concentrazione. Non è una cura miracolosa, e chi te la presenta come tale sta promettendo troppo.
Rosa ha iniziato a usare la respirazione a narici alternate proprio per superare il difficile passaggio tra la giornata di lavoro e la serata a casa. Appena rientrata, prima di fare qualsiasi altra cosa, si concedeva pochi minuti di quiete. Si è accorta abbastanza presto che, nei giorni in cui si ricordava di farlo, smetteva di portarsi in cucina, e di riversare sulla famiglia, la tensione accumulata durante la giornata. Il meccanismo, ha finito per sospettare, non aveva nulla di particolarmente mistico: la pratica la costringeva semplicemente a sedersi, a rallentare molto il respiro e a fare una sola cosa tranquilla con tutta la sua attenzione, un piccolo rituale consapevole di passaggio tra due mondi. Che dentro di lei qualche canale energetico sottile venisse davvero purificato o no, le sue serate erano sensibilmente migliori. A volte, ha concluso, è un motivo più che sufficiente per continuare a fare qualcosa.
Siediti comodamente, con la colonna eretta ma non rigida. Inizia con qualche respiro naturale e distensivo per entrare nel momento presente. Poi assumi la posizione della mano e procedi lentamente attraverso i cicli, mantenendo il respiro morbido, fluido e regolare, senza mai forzarlo. All'inizio cinque minuti sono più che sufficienti. Se a un certo punto inizi a sentire la testa leggera o un senso di vertigine, abbassa semplicemente la mano e torna a respirare normalmente per un po'. Il capogiro è un chiaro segnale che stai esagerando o respirando con troppa forza. Praticata con regolarità, e soprattutto come passaggio consapevole tra due momenti distinti della giornata, la respirazione a narici alternate ti offre un modo semplice, sempre a portata di mano e affidabile per riportare una mente dispersa e frammentata in un unico luogo quieto e centrato.
SpirAI è un'app per riflettere su di sé. Nulla di ciò che trovi qui predice il futuro o sostituisce l'assistenza medica o psicologica.
Porta in una conversazione ciò che hai notato qui. Iniziare è gratis e non serve credere in nulla.
Scarica SpirAI da Google Play