Base di conoscenza

La filosofia dello yoga: le otto membra oltre il tappetino

Lo yoga come l'antico e completo sistema spirituale che è davvero, e le otto membra di Patanjali, di cui le posizioni fisiche sono soltanto una.

5 min di lettura

Per la maggior parte delle persone nel mondo occidentale moderno, la sola parola «yoga» evoca all'istante un'immagine ben precisa: allungamenti ed equilibri in una sala, tappetini arrotolati, leggings fantasia e posizioni fisiche di impressionante difficoltà. Non è un'immagine del tutto sbagliata, ma è un frammento minuscolo e piuttosto fuorviante di qualcosa di davvero vasto. La pratica fisica che l'Occidente ha adottato con tanto entusiasmo è solo una piccola parte di una filosofia spirituale completa, integrata e antica di molte migliaia di anni, il cui scopo vero e originario non è mai stato un corpo flessibile e fotogenico, ma una mente quieta, limpida e, in ultima istanza, liberata. Incontrare lo yoga nella sua interezza, e non solo nel suo membro più visibile, significa scoprire con una certa sorpresa che le posizioni che tutti conoscono sono in realtà soltanto una porta che si apre su qualcosa di molto più ampio e molto più profondo.

Che cosa significa davvero yoga

La parola yoga deriva da un'antica radice sanscrita che significa «aggiogare» o «unire», e questa radice indica direttamente l'obiettivo più profondo della tradizione: l'unione del sé individuale con qualcosa di molto più grande di sé, e il paziente acquietarsi della mente irrequieta e chiacchierona che di solito ce ne tiene separati. Circa duemila anni fa il saggio Patanjali raccolse gli insegnamenti esistenti, fino ad allora sparsi, in un unico testo conciso e fondamentale, gli Yoga Sutra, nel quale definì in modo celebre ed essenziale l'intero yoga, in sostanza, con una sola frase: «l'acquietamento delle fluttuazioni della mente». Tutto il resto del sistema, comprese senz'altro tutte le posizioni fisiche, esiste in ultima analisi al servizio di quell'unico scopo centrale. Lo yoga, compreso correttamente e pienamente, non è niente di meno che una tecnologia completa e raffinata per quietare, rischiarare e infine liberare la coscienza umana stessa.

Le otto membra

Patanjali descrisse il cammino completo come composto da otto membra distinte, otto aspetti della pratica interconnessi che si sostengono a vicenda come le parti di un unico corpo vivente. I primi due sono fondamenta interamente etiche: gli yama, un insieme di astensioni come la non violenza, la sincerità e il non attaccamento, che regolano il modo in cui trattiamo il mondo che ci circonda, e i niyama, un insieme di osservanze positive come la contentezza, l'autodisciplina e lo studio di sé, che regolano il modo in cui trattiamo noi stessi. Soltanto il terzo membro, l'asana, si riferisce alla posizione fisica oggi così universalmente nota, e nell'insegnamento originale il suo scopo principale, piuttosto umile, era semplicemente rendere il corpo stabile, sano e abbastanza comodo da restare seduto immobile in meditazione profonda per lunghi periodi. Il quarto membro, il pranayama, è la regolazione e l'affinamento consapevoli del respiro. Il quinto, il pratyahara, è il ritrarre intenzionalmente i sensi verso l'interno, distogliendo con delicatezza l'attenzione dal costante clamore del mondo esterno. E gli ultimi tre membri descrivono stadi via via più profondi della meditazione vera e propria: dharana, la concentrazione focalizzata su un solo punto; dhyana, l'assorbimento meditativo prolungato e senza sforzo; e infine samadhi, uno stato di unione profonda in cui il confine rigido del sé separato e ansioso si fa quieto e sottile.

Viste nella loro interezza, le otto membra descrivono insieme un cammino ascendente completo, che conduce dal modo in cui ti comporti con gli altri nel mondo di tutti i giorni, attraverso la paziente disciplina del corpo e del respiro, fino alle regioni più profonde e sottili della mente meditativa. Le posizioni fisiche sono autentiche e davvero preziose, ma sono soltanto il terzo piolo di una scala di otto.

Un esempio

Priya si era avvicinata allo yoga solo ed esclusivamente per il dolore cronico alla zona lombare, e per i primi due anni interi lo yoga rimase per lei nient'altro che una forma di esercizio fisico utile e piacevole. Poi un giorno un insegnante, quasi di sfuggita e senza darci troppo peso, accennò agli yama, le astensioni etiche alla base stessa del cammino, e qualcosa nella sua comprensione cambiò in silenzio. Cominciò a notare, all'inizio lentamente, che la sua pratica del non nuocere non doveva per forza fermarsi al bordo del tappetino di gomma; poteva estendersi in modo naturale al modo in cui parlava a sé stessa nella propria testa, al modo in cui mangiava, al modo in cui trattava un collega particolarmente difficile al lavoro. Le posizioni fisiche erano state la sua porta d'ingresso, ma ora l'aveva varcata ed era entrata in una filosofia completa e integrata su come vivere tutta la propria vita. Alla fine la sua schiena stava davvero meglio. Ma, cosa più rilevante e ben più importante, stava meglio anche lei.

Oltre il tappetino

Che tu metta piede o no su un tappetino da yoga nella tua vita, lo schema delle otto membra offre un modello straordinariamente completo ed equilibrato di una vita spirituale pienamente integrata: l'etica personale, una sincera cura di sé, il corpo vivo, il respiro consapevole, i sensi educati e la mente che si fa via via più profonda e silenziosa, il tutto intrecciato con cura in un unico insieme. E se ti capita di praticare le posizioni fisiche, ora puoi lasciare che siano esattamente ciò che sono sempre state destinate a essere: non certo lo yoga nella sua totalità, ma un unico punto d'ingresso, bello e accessibile, nel ben più ampio lavoro di una vita, quello di acquietare e unificare il sé. Il tappetino è semplicemente il luogo da cui moltissime persone si trovano a cominciare. Nella visione originaria, non è mai stato pensato per essere il luogo in cui fermarsi.

SpirAI è un'app per riflettere su di sé. Nulla di ciò che trovi qui predice il futuro o sostituisce l'assistenza medica o psicologica.

Altro da esplorare

Vai più a fondo con Musa

Porta in una conversazione ciò che hai notato qui. Iniziare è gratis e non serve credere in nulla.

Scarica SpirAI da Google Play